mercoledì 2 luglio 2008

Berlusconi e le vane speranze


A tre mesi dalla trionfale ri-ascesa berlusconiana al soglio pontificio di palazzo Chigi constatiamo quello che, in realtà, sapevamo già dall'inizio: è sempre la stessa solfa. Quell'aria di timida contrapposizione tra i due schieramenti e quel clima conciliar-inciucione che abbiamo visto durante la campagna elettorale, e nei primi giorni del neonato governo, si è irrimediabilmente dissolto in una serie di provvedimenti "ad personam" ed "inter-cooler". La speranza era giustificata, nasceva, infatti, dalla constatazione dell'incapacità del PD, che ha l'unico merito di aver eliminato l'ala sinistra, nel trasmettere un messaggio di rinnovamento. La gente s'è detta: visto che la sinistra è la solita "tassara" affidiamoci a Berlusconi che, a questo giro della giostra, è più moderato e comprensivo. Errore madornale. Il signor "Ghe pensi mi" ha ripreso dal punto in cui aveva lasciato nel 2006. Il berlusconi tre è, però, peggio degli altri due poichè, questa volta, non ha contrapposizioni interne. La genuflessione dei missini ha permesso una maggiore forza parlamentare ed elettorale ed ha legittimato la prospettiva di un cambio di condotta politica. Vane speranze. L'ultima a cui, personalmente, mi aggrappo da un pò di tempo a questa parte è quella dell'unica legge che il nostro caro amico Silvio non può cambiare: la legge della natura.
Un Tizio capelluto una volta diceva: "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" nel caso del signor B., probabilmente, la risultanza della trasformazione sarà tanta, marrone e puzzolente.

giovedì 29 maggio 2008

Qui finisce tutto a puttane!

A 50 anni dalla storica legge Merlin possiamo dire, con un grado di sicurezza prossimo alla certezza, che è stata un fallimento. Politicamente la Santanchè è una persona discutibile che però, nella sua visione approssimativa del mondo, ha avuto un barlume di buon senso. La richiesta referendaria, depositata negli scorsi giorni, è destinata a fare parlare tutti, dalla chiesa, alla politica parlamentare ed extraparlamentare, dai politologi ai criminologi, dai poliziotti agli ex clienti pentiti. L'abolizione di questa legge, che ha molto di ideologico e poco di pratico, sarebbe una soluzione a tutti i problemi sanitari, di ordine pubblico e di moralità legati a questo fenomeno. Il problema, come tutti i problemi, è complesso. Vedendo le cose dal punto di vista della vita reale, e quindi del quotidiano, emerge la funzione sociale che, queste generose ragazze, espletano. Pensiamo per un attimo al caso dei ragazzi affetti da qualche handicap come la sindrome di down. Sono questi dei ragazzi con le normali esigenze fisiologiche di una persona normodotata. Non potendo, in molti casi, dar sfogo a queste esigenze essi risultano iperattivi e, in qualche caso, tentenzialmente nervosi. Risulta evidente che, una volta legalizzato il servizio, queste persone ne potrebbero usufruire in tutta sicurezza igienico-sanitaria e legislativa.
La legge Merlin nasce dall'illusione catto-comunista della sopraffazione legislativa sulla normale fisiologia umana. In 50 anni ha creato sfruttamento, trasmissione di malattie, e arricchimento delle varie mafie sparse per il mondo. Occorre interrogarci sull'effettiva validità di questa legge che va valutata a prescindere dalla moralità del singolo perchè chi voterà a favore dell'abolizione non va necessariamente a puttane.
Vanno punite le perversioni non le richieste legittime.

giovedì 22 maggio 2008

Vincenzo De Luca FOR PRESIDENT!


Siti segreti, militarizzazione, esercito, arresto dei contestatori, sembrano parole utili a descrivere una guerra civile più che un problema di immondizia. Sicuramente l’utilizzo di questi termini è figlio di una volontà risolutrice dell’emergenza che, da troppi anni, sta affliggendo la provincia napoletana e casertana. E’ singolare il fatto che l’emergenza sia concentrata in province nelle quali la presenza della criminalità organizzata è imponente. Nei TG spesso si parla dell’emergenza rifiuti in Campania senza tenere conto del fatto che non tutto il territorio regionale è coinvolto nella drammatica vicenda. In questi giorni, di attenzione mediatica, sto notando la presenza ubiqua di Vincenzo De Luca (sindaco di Salerno) che, a quanto pare, sta regionalizzando prima e nazionalizzando poi, un’immagine di efficienza e pragmatismo che, di fatto, è già consolidata a Salerno e provincia. Mi chiedo se questa strategia di comunicazione non sia il preludio ad una sua candidatura alle prossime regionali. Se così fosse avrei un gran piacere. Da residente della provincia salernitana conosco piuttosto bene l’operato del Sindaco che, non a caso, ha avuto più volte conferme dalla sua cittadinanza. De Luca alla regione sarebbe una grande notizia per la Campania e per il PD che, sono sicuro, troverebbe in una personalità così forte l’orgoglio di una classe dirigente tanto competente quanto amata dalla cittadinanza. Con De Luca ci sarebbe almeno la speranza di non sentire mai più la necessità di un intervento militare in una regione che ha troppe eccellenze, e troppe emergenze, per potersi permettere una gestione disastrosa.

lunedì 19 maggio 2008

MONNEZZEN NAPOLITANEN

In questi primi passi da Presidente del Consiglio Berlusconi affronta i problemi con la leggerezza di Alice nel paese delle meraviglie. Zompettando qui e lì, guidato dalla logica del “ghe pensi mi!”, sembra che tutti i problemi, irrisolti da anni, si possono eliminare tirando fuori il coniglio dal cappello. Pensiamo per un attimo al problema rifiuti che, ormai da 15 anni, affligge la meravigliosa terra Campana. Leggo oggi che il Berlusca ha un piano miracoloso che libererà Napoli e provincia dai rifiuti. Questo prodigio del genio italico si articola in una serie di punti che prevedono:

  1. Creazione di nuove aree dove stoccare i rifiuti (4 nell’immediato 10 nel medio-lungo periodo) site anche al di fuori dei confini regionali. Cari vicini Laziali, Molisani, Calabresi e Pugliesi iniziate a tremare. Sarete sommersi dalla monnezza Napoletana.
  2. Deburocratizzare le procedure affidando la costruzione dei termovalorizzatori non per gara pubblica ma per chiamata diretta. Forse gli amici, e gli amici degli amici, saranno più bravi e veloci a costruire gli inceneritori.
  3. Intervento dell’esercito per la raccolta immondizia e vigilanza dei siti di stoccaggio

Fantastico. Abbiamo risolto tutti i problemi.

Questa ricetta miracolosa presenta, però, tutti i limiti delle, altrettanto miracolistiche, ricette precedenti. Considerando che, visti i precedenti, sono poche le persone disposte a farsi costruire una discarica davanti casa senza fiatare vedo, in questo piano, il riproporsi di quell’inquietante automatismo che, spesso, scatta nelle menti dei rappresentanti di questa destra leganordista. Quando si palesa l’associazione di termini Napoli/emergenza scatta, come fosse un meccanismo sitmolo/risposta di origine Pavloviana, la parola esercito. Questa associazione militaresca si propose quando emerse l’emergenza criminalità e si ripropone oggi con l’emergenza rifiuti. Prima di riempirsi la bocca sull’efficacia delle forze armate nella risoluzione dei problemi bisogna tenere presente che un camion dell’esercito contiene una quantità di immondizia 10 volte inferiore a quella contenuta da un compattatore degli operatori ecologici. Per fare un compattatore ci vogliono quindi 10 camion.

Viste le premesse penso che l’immondizia l’avremo in casa ancora per parecchi anni. Le soluzioni ci sono bisogna avere solo il buon senso, e la capacità, di adottarle. Intanto, fedeli alla logica occhio non vede cuore non duole, è ripresa l’emigrazione di monnezzen Napoletanen verso la Germania dove, questo prodotto tipico campano, diviene energia elettrica (che non puzza) che i teutonici rivendono all’Italia a caro prezzo.

Danke!

giovedì 15 maggio 2008

DA GRANDE VOGLIO ESSERE LEGHISTA

Il cinico pragmatismo campano colpisce ancora. Tre campi Rom dati alle fiamme non sono soltanto il sintomo di un malessere generale, identificato in un gruppo etnico, ma sono soprattutto la voglia di riaffermazione del controllo di un territorio. Parliamoci chiaro, in campania in generale ed a Napoli in particolare, episodi di tale portata non avvengono senza l'intervento o, quantomeno, l'assenso della camorra. E' evidente, quanto preoccupante, la componente affaristica della vicenda.
Guardando ieri i telegiornali, piuttosto che trasmissioni di approfondimento come Matrix, ho notato che l'episodio è stato trattato con le pinze dai vari commentatori. Mi chiedo quindi se il fatto fosse successo a Padova, Verona o Milano, se un quartiere di quelle città si fosse mobilitato per dar fuoco a 3 campi Rom, i TG, i politici o qualunque altro personaggio avesse potuto esprimere la propria opinione davanti ad una telecamera avrebbero usato gli stessi toni pacati? Ho qualche dubbio in merito. Questa vicenda è la dimostrazione del fatto che, noi del Sud, non siamo certo migliori di un qualsiasi elettore leghista che, almeno, ha il merito di aver trovato una adeguata rappresentanza parlamentare alle proprie istanze. Siamo figli di una terra che considera troppo lontano lo stato, e troppo vicino il camorrista, per ribellarsi ad un certo modo di fare e di pensare.

lunedì 12 maggio 2008

Il costo della pompa

Ogni volta che in televisione compare un distributore faccio gli scongiuri e, se possibile, tolgo l'audio. La reazione è naturale. Quando quotidianamente si associa l'immagine del povero benzinaio ad aumenti del petrolio viene spontaneo prendere gli opportuni provvedimenti. Ormai la malinconica e romantica figura dello iettatore, tutto vestito di nero, ha un nuovo volto ed una nuova veste, intrisa del pungente odore della benzina. Le associazioni dei consumatori poi fanno eco a questa catastrofe finanziaria e, notizia di oggi, affermano che, annualmente, spenderemo 226 euro in più alla pompa... Un pò cara questa pompa!

venerdì 9 maggio 2008

Le pari opportunità della Carfagna


Appena nato il governo Berlusconi ha già battuto almeno due record. Se possiamo sicuramente rendergli merito per la celerità con cui ha proceduto alla formazione del nuovo governo, dove velocità non è necessariamente sinonimo di qualità, dobbiamo oggettivamente constatare la presenza della ministra più avvenente della storia parlamentare italiana. Conoscendo i meccanismi di spartizione dei ministeri viene però da chiedersi sulla base di quali criteri sia stata scelta una così bella ministra. Solitamente i ministeri vengono assegnati sulla base dei rapporti di forza tra i partiti e le correnti interne agli stessi. Nella fattispecie la Carfagna non è a capo di una corrente e non ha particolari meriti di carattere professionale. Ogni conclusione maliziosa esula da mie considerazioni.