
A tre mesi dalla trionfale ri-ascesa berlusconiana al soglio pontificio di palazzo Chigi constatiamo quello che, in realtà, sapevamo già dall'inizio: è sempre la stessa solfa. Quell'aria di timida contrapposizione tra i due schieramenti e quel clima conciliar-inciucione che abbiamo visto durante la campagna elettorale, e nei primi giorni del neonato governo, si è irrimediabilmente dissolto in una serie di provvedimenti "ad personam" ed "inter-cooler". La speranza era giustificata, nasceva, infatti, dalla constatazione dell'incapacità del PD, che ha l'unico merito di aver eliminato l'ala sinistra, nel trasmettere un messaggio di rinnovamento. La gente s'è detta: visto che la sinistra è la solita "tassara" affidiamoci a Berlusconi che, a questo giro della giostra, è più moderato e comprensivo. Errore madornale. Il signor "Ghe pensi mi" ha ripreso dal punto in cui aveva lasciato nel 2006. Il berlusconi tre è, però, peggio degli altri due poichè, questa volta, non ha contrapposizioni interne. La genuflessione dei missini ha permesso una maggiore forza parlamentare ed elettorale ed ha legittimato la prospettiva di un cambio di condotta politica. Vane speranze. L'ultima a cui, personalmente, mi aggrappo da un pò di tempo a questa parte è quella dell'unica legge che il nostro caro amico Silvio non può cambiare: la legge della natura.
Un Tizio capelluto una volta diceva: "nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma" nel caso del signor B., probabilmente, la risultanza della trasformazione sarà tanta, marrone e puzzolente.


